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Dal giornale "L'Arena" del 04/03/2008

VOLLEY/A2. ALLE SPALLE DELLA MARMI LANZA CRESCONO LE FORMAZIONI DELLE PROMESSE GIALLOBLÙ. «UN PAIO DI RAGAZZI POTREBBERO UN GIORNO GIOCARE IN A»
«Scommettete sui baby gialloblù»
Pes adesso lavora con i giovani. «Siamo cresciuti sul piano dei risultati, dell’atteggiamento e delle ambizioni»

di Renzo Puliero

Alle spalle della Marmi Lanza, crescono le formazioni giovanili di BluvolleyVerona. Da tempo, Fabio Minozzi, responsabile del settore giovanile, ha avviato un progetto destinato a dare buoni frutti e i progressi si stanno vedendo, di partita di partita, seguendo il cammino delle formazioni Under 18 (che partecipa anche al campionato di serie D) e Under 16, da quest'anno affidate alla guida di Giuseppe Pes. Il palleggiatore veronese ha abbandonato il ruolo di giocatore alla fine della scorsa stagione ed ha accettato con entusiasmo la proposta della società.
«I risultati - riferisce Pes - sono superiori alle aspettative. In serie D, abbiamo vinto 13 partite su 16, di cui dieci di fila e quando abbiamo perso, abbiamo, conquistato punti visto che si è finito al tie break. Siamo al secondo posto in una classifica che vede in campo giocatori molto più esperti dei nostri. L'Under 18 ha superato, invece, il turno contro squadre come Trento e Treviso, è al secondo turno e si sta giocando l'accesso alle finali contro formazioni di rilievo come Cuneo, Cagliari, Montichiari».
Al di là dei risultati, Pes rileva che «interessante è il fatto che siamo cresciuti dal punto di vista dell'atteggiamento e dell'ambizione. Abbiamo capito di doverci confrontare il più possibile con altre squadre dei settori giovanili di società di A1: alcuni sono superiori al nostro, con altri siamo competitivi».
La formazione Under 16 sta disputando la fase provinciale ed ha raggiunto la semifinale. «L'obiettivo - dice Pes - è confermare il titolo provinciale conquistato l'anno scorso e avere poi più possibilità contro Treviso e Padova nella fase regionale. Anche qui, l'obiettivo è confrontarci con le realtà giovanili delle società di serie A».
A Pes piace sottolineare che «i trenta ragazzi dei due gruppi hanno aumentato le loro capacità tecniche». «Era - fa presente Beppe - la cosa più importante, ma anche un po' fisiologica perché ad ogni anno si migliora. Ma è aumentata la loro "professionalità". Ora i ragazzi vedono l'attività pallavolistica come un impegno al livello dello studio, lo prendono seriamente, rispettano le regole che ci siamo dati. All'inizio, è stato difficile, ma ora è cresciuta anche l'ambizione che può essere motivo di grosse sodisfazioni, che vengono dall'ottenere risultati, dal crescere tecnicamente, dal confrontarsi con ragazzi che giocano alla Sisley, a Cuneo, nelle maggiori società italiane».
Da un punto di vista personale, Giuseppe Pes parla di «esperienza bellissima». «Non mi aspettavo - riferisce - di avere così tante soddisfazioni nel seguire la crescita tecnico e umana di questi ragazzi, nel confrontarmi con loro, nel capire tante cose. Per me è, veramente, un'emozione quotidiana e che riesco a coltivare. Anch'io sono cresciuto. Un conto, ad esempio, è fare l'allenamento, un altro prepararlo. Da giocatore, magari, sottovalutavo tutto il lavoro che c'è dietro da parte di uno staff tecnico, tutta la fase di studio e preparazione, delle decisioni sul fare certe cose e perché. E' un lavoro di grande impegno che mi dà soddisfazione. Devo ringraziare lo staff composto da Nicola My, Luca Cavallini e Alessandro Totolo che mi danno una mano sul campo, Fabio Minozzi che i ha proposto questo progetto sul quale stava lavorando e Marco Salvatorini per l'appoggio esterno».
Parlare di giocatori futuribili all'interno del gruppo è, probabilmente, prematuro. Pes osserva: «Sono molto giovani, ma ci sono, sicuramente, un paio di giocatori che, in prospettiva, potranno interessare la serie A. Il nostro obiettivo è far crescere ogni giocatore sino al suo livello più alto. Ci sono diversi ragazzi che, in futuro, saranno competitivi in serie B e in altri campionati. Poi, si sa, da un anno all'altro le cose possono cambiare, ma a livello fisico un paio d giocatori interessanti ci sono. La società, inoltre, anche con l'appoggio della prima squadra, si sta muovendo molto nelle scuola per favorire il reclutamento».
Pes vede «una crescita anche nella solitudine dell'allenatore. Cerchi sempre varianti e soluzioni, le studi e le elabori da solo e poi ti confronti con i collaboratori. Periodicamente, inoltre, mi confronto con Emanuele Zanini, un allenatore molto preparato a tutti i livelli. In carriera ha allenato in tutte le categorie, dagli Under 14 in su, è quindi un allenatore a 360° e mi piace fare questi confronti. Zanini mi dà spunti interessanti e anche di riscontro immediato su teorie che penso di elaborare. È un po' quello che l'anno scorso facevo, pur con altri compiti, con Lorenzetti e che mi ha spinto a intraprendere questo passo come nuovo stimolo».

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